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La rassegna stampa e i comunicati del festival.

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sabato 11 novembre ultimo appuntamento di Laicità CINEMA

Dopo le proiezioni del 28 ottobre del film “IN CERCA DI UN AMICO” di Karma GAVA e Alvise MORATO e del 4 novembre di “RAUNCH GIRL” di Giangiacomo DE STEFANO sabato 11 novembre ultimo appuntamento di Laicità CINEMA, la rassegna cinematografica nell’ambito del Festival Mediterraneo della Laicità a cura dell’Associazione A.C.M.A.
Alle ore 17.30, al Museo d’arte moderna Vittoria Colonna “LIVING IN A PERFECT WORLD – UN MONDO PERFETTO“ di Diego D’INNOCENZO e Marco LEOPARDI

L’A.C.M.A. Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese www.webacma.it in collaborazione con il Festival del documentario d’Abruzzo www.abruzzodocfest.org ha curato la scelta di tre film nell’ambito delle iniziative “verso e dopo il Festival” per la decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità.
L’A.C.M.A. cura, inoltre, la presentazione dei lavori scelti e la discussione al termine delle proiezioni.

Laicità CINEMA evento: www.facebook.com/events/305796813162029
Ciclo di Cinema a cura dell’Associazione A.C.M.A.
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, Via Gramsci, 1, Pescara, piano terra

Sabato 11 novembre ore 17.30
LIVING IN A PERFECT WORLD – UN MONDO PERFETTO di Diego D’INNOCENZO e Marco LEOPARDI
Nel deserto del chihuahua in Messico i Mennoniti vivono come due secoli fa finché l’elettricità arriva nel loro “mondo perfetto”. Rifiutando il progresso tecnologico i più ortodossi iniziano l’esodo in uno dei luoghi più isolati al mondo: la foresta boliviana.
Il film racconta la storia di quattro mennoniti che vivono in due differenti colonie, El Sabinal ed El Capulìn. La prima rifiuta ogni moderna tecnologia, la seconda invece si apre al progresso. Dopo secoli di isolamento la loro vita sta per cambiare irreversibilmente…

Diego D’Innocenzo è autore, regista e produttore di documentari a livello internazionale. Nel 1984 fonda TERRA Srl una dinamica società di produzione televisiva indipendente con sede a Roma. I documentari prodotti da TERRA vengono trasmessi in Italia (principalmente dalla RAI) e da molte emittenti estere tra cui NDR, RTSI, ARTE, Al-Jazeerada. Nel 2006 TERRA ha realizzato, in full commission per National Geographic Channel International, il film documentario “Living in a Perfect World” per la serie “no borders”.
Tra i suoi ultimi lavori: The Sacred Dancer (2009); The Last Dance (2009); The Mystery of the Iron Pillar (2010); VIMANA the Flying Chariots of the Gods (2011); The Colony (2011); La Guerra degli dei (2013).

Marco LEOPARDI  è nato a Roma il 10 maggio 1961. Dopo una lunga esperienza nel campo del reportage fotografico, dal 1990 realizza documentari, di carattere naturalistico, geografico, socio-antropologico, curandone la regia e la fotografia. Negli ultimi dieci anni ha realizzato oltre trenta documentari, che sono stati trasmessi dalla RAI Radiotelevisione Italiana e da emittenti estere.
Nel 2006 ha realizzato per la RAI “Oltre la Sbarra”, un documentario sui territori contaminati presso Chernobyl e ha firmato la coregia e la fotografia di un film-documentario di 90 minuti per il National Geographic Channel International (“A Perfect World”). Il suo film “Hair India” è stato selezionato per il festival di Amsterdam nella competizione ufficiale lungometraggi Joris Ivens IDFA 2008. Ha poi curato i seguenti lavori: La Retta Via (2009); Homeless United (2010); Mohamed e il Pescatore (2012); ‘U Ferru (2015); Itinerari della Bellezza: Abruzzo (2015); Itinerari della Bellezza: Basilicata (2015); L’Arte di Vivere (2012); I Ragazzi di San Sebastiano (2012).

INFO Locandine, schede, sinossi, trailers alla pagina  www.webacma.it/fml-2017

COMUNICATO-STAMPA scaricabile da https://goo.gl/itXd3g

LOCANDINA scaricabile da http://goo.gl/of1idJ

Laicità CINEMA a Pescara. Sabato 4 novembre il secondo appuntamento

31 – 10 – 2017

COMUNICATO-STAMPA
scaricabile da: www.itinerarilaici.it/wp-content/uploads/2017/05/2017_10_31_LaicitaCINEMA_due.pdf

Laicità CINEMA a Pescara. Sabato 4 novembre il secondo appuntamento
Prosegue la rassegna cinematografica nell’ambito del Festival Mediterraneo della Laicità a cura dell’Associazione A.C.M.A.

Appuntamento sabato 4 novembre a Pescara, alle ore 17.30, al Museo d’arte moderna Vittoria Colonna per la edizione 2017 di #LaicitàCinema, rassegna cinematografica nell’ambito del Festival Mediterraneo della Laicità a cura dell’Associazione A.C.M.A.

Dopo la proiezione di sabato 28 ottobre del film “IN CERCA DI UN AMICO di Karma GAVA e Alvise MORATO, sabato 4 verrà presentato “RAUNCH GIRL” di Giangiacomo DE STEFANO.

L’A.C.M.A. Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese www.webacma.it in collaborazione con il Festival del documentario d’Abruzzo www.abruzzodocfest.org ha curato la scelta di tre film nell’ambito delle iniziative “verso e dopo il Festival” per la decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità.
L’A.C.M.A. cura, inoltre, la presentazione dei lavori scelti e la discussione al termine delle proiezioni.

Laicità CINEMA evento  www.facebook.com/events/305796813162029
Ciclo di Cinema a cura dell’Associazione A.C.M.A.
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, Via Gramsci, 1, Pescara, piano terra h. 17.30

Sabato 4 novembre
RAUNCH GIRL
di Giangiacomo DE STEFANO

Clara ha 21 anni, vive a Milano con la sorella e studia all’università. Decide di creare un suo sito di porno indipendente chiamato naked army. L’intenzione è quella di pagare i fotografi e le modelle, per farne una vera e propria impresa commerciale.

Un viaggio attraverso la creazione di un sito porno concepito da una ragazza di vent’anni, per raccontare gli elementi più caratterizzanti di un fenomeno nato in questi anni attraverso internet: la ricerca di popolarità e la velocità con la quale questa si può raggiungere, la giovane età e molto spesso le mistificazioni che si creano. La generazione di Clara è anche questa. Il termine “raunch” significa letteralmente atteggiamento ostentato, esplicito, volgare.

Giangiacomo DE STEFANO Documentarista dal 2000, anno in cui realizza la prima produzione video.

Dal 2001 al 2010 si occupa di regia e montaggio, avviando un’intensa collaborazione con varie società realizzando spot, videoclip, video istituzionali, corporate e documentari per la televisione (RAI EDU-RAI SAT).
È anche docente di laboratori audiovisivi per scuole medie superiori e per professionisti.
Nel 2006 realizza il documentario “Nel lavoro di Sandra” sul rapporto tra transessualismo e mondo del lavoro selezionato in diversi festival. Nel 2008 cura la regia di “Con la maglia iridata”, documentario sui Mondiali di ciclismo del 1968. Nel 2010 ha diretto, con il contributo della Film Commission Emilia–Romagna, il documentario “Andrea Costa”.
Precedentemente nel 2009, con “Quando l’anarchia verrà”, è iniziata la collaborazione con la Rai per la realizzazione di documentari per il programma “La storia siamo noi”.
Nel 2012 produce e dirige “A casa non si torna”, il primo web-doc mai realizzato da una casa di produzione emiliano romagnola (in collaborazione con Il Fatto quotidiano). Nel 2013 continua la collaborazione con la Rai per la realizzazione di documentari per il programma “La storia siamo noi” con la quale realizza “L’eresia dei Magnacucchi” e “I mostri di Balsorano”. Ha curato serie documentaristiche per il Gambero rosso Channel (SKY), “Né carne né pesce”; “Nel pallone” (2014); “Pianisti” (2015); “Rotte indipendenti” (2016).
E’ Vice presidente di DE-R associazione Documentaristi dell’Emilia-Romagna e socio fondatore insieme a Lara Rongoni della società Sonne film.


SEGUIRA’:
Sabato 11 novembre
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, Via Gramsci, 1, Pescara, piano terra h. 17.30
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Al via Laicità CINEMA a Pescara. Sabato 28 la prima proiezione

Al via Laicità CINEMA a Pescara. Sabato 28 la prima proiezione
Rassegna cinematografica con tre appuntamenti tra ottobre e novembre

Torna, con la edizione 2017 #LaicitàCinema, rassegna cinematografica nell’ambito del Festival Mediterraneo della Laicità a cura dell’Associazione A.C.M.A.
Verranno presentati tre film: sabato 28 ottobre, sabato 4 e sabato 11 novembre 2017.

L’A.C.M.A. Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese www.webacma.it in collaborazione con il Festival del documentario d’Abruzzo www.abruzzodocfest.org ha curato la scelta di tre film nell’ambito delle iniziative “verso e dopo il Festival” per la decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità.  L’A.C.M.A. cura, inoltre, la presentazione dei lavori scelti e la discussione al termine delle proiezioni.

Laicità CINEMA
EVENTO: www.facebook.com/events/305796813162029

Ciclo di Cinema a cura dell’Associazione A.C.M.A.
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, Via Gramsci, 1, Pescara, piano terra h. 17.30

Sabato 28 ottobre
IN CERCA DI UN AMICO di Karma GAVA e Alvise MORATO
Nella città di Tokyo esistono numerose agenzie dove i dipendenti, dietro debito pagamento, si offrono per svolgere il ruolo richiesto a seconda delle circostanze: amico per andare al cinema, cugino per movimentare un compleanno, coniuge fittizio per affrontare meglio il ricevimento con i professori…
Attraverso interviste ai dipendenti di tali agenzie il nostro sguardo si interroga su un mondo in rapida trasformazione, dove la tecnologia facilita lo scambio di informazioni e il contatto tra persone fisicamente distanti, ma al tempo stesso altera le tradizionali modalità di interazione.
Menzione speciale della Giuria al Cervignano Film festival.

Karma Gava è nato a Montecarlo il 10 gennaio 1981.
Nel 2007 ha iniziato a lavorare come operatore video per un programma televisivo regionale. Dopo una breve esperienza presso la scuola di cinema di Havana a Cube, ha iniziato a lavorare in spot pubblicitari, video musicali, corti, come regista.
Nel 2012, dopo aver vinto un progetto nazionale, ha realizzato il documentario ” In cerca di un amico ” che è stato presentato in numerosi festival in Italia e all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti.

Alvise Morato è nato a Camposampiero (Pd) il 29 luglio 1981.
Nel 2008 si è laureato in lingua e cultura giapponese all’Università di Venezia, con un articolo sul cinema giapponese di animazione. Nello stesso anno ha avviato una collaborazione con il regista e con l’amico Karma Gava, come assistente in molti aspetti della produzione delle sue prime opere.
La collaborazione con Karma Gava raggiunge il suo punto più alto con il documentario realizzato in Giappone ” In cerca di un amico”, di cui è coautore. Il film è stato presentato in numerosi festival in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti e riconoscimenti.

SEGUIRANNO:
Sabato 4 novembre
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, Via Gramsci, 1, Pescara, piano terra h. 17.30

RAUNCH GIRL di Giangiacomo DE STEFANO


Sabato 11 novembre
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, Via Gramsci, 1, Pescara, piano terra h. 17.30

LIVING IN A PERFECT WORLD (UN MONDO PERFETTO) di Diego D’INNOCENZO e Marco LEOPARDI

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Maurizio Ferraris e la postmodernità: “il tramonto di un mito”

In attesa di proporre la recente conversazione che si è svolta tra Maurizio Ferraris e Jocelyn Benoist nella sezione finale del festival mediterraneo della laicità a Pescara, il 22 ottobre 2017 sul tema della Costruzione e decostruzione della conoscenza, presentiamo un interessante conversazione sulla postmodernità.

Maurizio Ferraris analizza la figura di Jean- François Lyotard, il filosofo francese conosciuto soprattutto per la sua teoria della postmodernità, che altro non è, come la definisce lo stesso Ferraris, ‘il tramonto di un mito’.

L’illuminismo, lo storicismo dell’800 erano vissuti nella convinzione che ci fosse un progresso dell’umanità verso il meglio, che scienza e sapere portassero all’emancipazione della società e che ci fosse una sorta di sviluppo senza fine.
Un serie di contingenze storiche nel ‘900, come le guerre mondiali, hanno tolto smalto a questa idea.

Jean-François Lyotard nasce a Versailles il 10 agosto del 1924. Studia all’Università Sorbona dove ottiene l’abilitazione in filosofia nel 1950.
Per due anni insegna in un liceo maschile in Algeria. L’esperienza vissuta nel possedimento francese lo porta a interessarsi alla situazione politica delle colonie e a maturare posizioni di tipo socialista.

Nel 1954 si unisce al gruppo rivoluzionario “Socialismo o Barbarie”, e, dieci anni dopo, è tra i fondatori di “Potere operaio”. Nel frattempo dà alle stampe La fenomenologia, breve analisi dell’opera di Husserl e di Merleau-Ponty che allarga la riflessione fenomenologica alle scienze umane, alla psicoanalisi freudiana e al marxismo. Gradualmente l’autore si discosta dal socialismo rivoluzionario e torna a dedicarsi all’attività di ricerca e di insegnamento.

Nel 1971 ottiene il dottorato con una tesi intitolata Discorso, figura, in cui analizza le complesse relazioni che si instaurano tra il linguaggio e l’immagine nell’arte.

L’anno successivo è nominato docente all’Università di Parigi-Vincennes. Ha inizio un periodo di grande produzione intellettuale, nel quale vedono la luce scritti come A partire da Marx e Freud, ed Economia libidinale, che propongono una revisione delle concezioni estetiche dominanti e del marxismo, alla luce dei concetti freudiani di pulsione e desiderio.
Nel 1979 Lyotard pubblica la sua opera più nota, La condizione postmoderna, che introduce una categoria interpretativa che diventerà fondamentale nell’analisi della società contemporanea.
Il filosofo si spegne a Parigi il 21 aprile del 1998.
Le puntate di Zettel presenta ‘Il caffè filosofico’ sono disponibili in streaming su http://www.raiscuola.rai.it 

Lidia Menapace al decimo Festival mediterraneo della laicita’

Riceviamo a termine della decima edizione del festival mediterraneo della laicità questo nota da Lidia Menapace, ospite e relatrice, e con piacere la pubblichiamo.

     ”   Festival della laicita’
 
Il X° Festival della laicità ha visto un pubblico molto vasto, che ha riempito del tutto la sala Tosti dell’Aurum , con attenzione, consenso, atteggiamento critico e razionale, verso relazioni molto pensate, dense, niente affatto facili, persino talora troppo accademiche.
 
La cosa di gran lunga più importante è che l’ascolto profondo serio  convinto del pubblico non ha mai escluso, anzi ha sollecitato interventi, aggiunte, obiezioni,  proseguimento, razionalità .
 
Mi colloco dunque in questa prospettiva,  osservando che dal tavolo di chi relazionava il linguaggio a me è apparso, ha suonato un po’ troppo come asseverativo e assoluto. Che é una caratteristica della comunicazione elettronica.
 
 Voglio in proposito esprimere un’opinione, termine che amo assai, perchè l’opinione (doxa nel greco antico) non afferma la Verità, nemmeno una verità minuscola; però non è nemmeno capriccio, bensì una posizione intermedia, relazionale, in attesa di risposte e dotata già di alcune domande e risposte forse approssimative, troppo frettolose, ma non  cervellotiche.  
 
Orbene dirò piattamente la mia opinione sulle relazioni  conclusive.  Che hanno rischiato di non concludersi, in un seguito di risposte e domande  svolte al TAVOLO DELLA PRESIDENZA, CHE PASSAVANO SOPRA LE NOSTRE TESTE, ALL’ INFINITO.
 
A mio parere (é un’opinione) esprimevano un atteggiamento assolutamente “religioso”, nel senso che Marx dava a questa parola, nella notissima frase: la religione è l’oppio dei popoli. Cioé la religione è una droga che viene distribuita al popolo e lo indottrina. Una alienazione sostenuta da un linguaggio forte, assoluto, che si autodefinisce una Dottrina. Anche la Filosofia può diventare una droga, e passare sopra le teste degli ascoltatori, che – sotto il suo effetto – non si accorgono nemmeno che chi parla, parla solo con gli interlocutori  previsti: noi altri/e non siamo nemmeno visti/e, meno che mai “guardati/e”. Il che significa che l’alienazione religiosa ha invaso completamente la comunicazione. Sicchè viene elettronicamente cancellata la seconda razionale parte della citata frase di Marx, che aveva aggiunto: “e il sospiro della creatura oppressa”.  Non si esce dall’alienazione religiosa perseguitando la religione, né usandola come droga, bensì lottando per ridurre definitivamente l’oppressione.
 
Anche su “modernità-postmodernità ” vorrei dire la mia opinione. Il termine, a me che ho una preparazione soprattutto storico/letteraria, fa venire in mente subito il leopardiano Dialogo della Moda e della  Morte: la Moda dura sei mesi e poi passa,  muore, essa è l’espressione di ciò che è intrinsecamente precario e  diventa  -alienandoci-  assoluto. Tanto che alla domanda  :”non ci sono maglie rotte nella rete elettronica?”, non sono venute risposte, cioé la domanda non si può nemmeno porre, la rete è il nuovo vangelo , un vangelo luterano o comunque assoluto, non leggibile alla svelta, anche per capirlo approssimativamente, farsi un’opinione su di esso: nonsi può maneggare se non con  precisione e  autorità  calvinista, non vi è scampo, non ci sono maglie rotte.
 
 Mi oppongo e vorrei che l’ XI festival cedesse un po’ di spazio ad alcune modeste opinioni, come le mie, grazie Lidia.”
 

Conclusa la decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità, con l’assegnazione del premio “Laici per il Mediterraneo 2017” a Jocelyn Benoist.

Pescara, 22 ottobre 2017

Si è conclusa la decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità, organizzato dalla Associazione Itinerari Laici, in collaborazione con la Tavola Valdese e LabOnt Torino.

A ricevere il premio ‘Laici per il Mediterraneo 2017’ è stato Jocelyn Benoist, uno dei massimi filosofi francesi contemporanei, “per aver rinnovato la tradizione della filosofia francese dopo la grande stagione del post-strutturalismo”.

Di seguito la sua biografia: “Jocelyn Benoist, nato nel 1968 a Parigi, è Professore Ordinario di Filosofia contemporanea e di Filosofia della conoscenza all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne.
Dal 2010 al 2013 è stato Direttore dell’Archivio Husserl di Parigi (CNRS-ENS).
Ha ricevuto nel 2015, per la sua opera complessiva, il Gay-Lussac Humboldt Prize.
Ha pubblicato 15 libri e più di 200 saggi.
La sua riflessione verte sulla Filosofia del linguaggio e della mente e l’Ontologia e partecipa al dibattito contemporaneo sulla questione del ‘realismo’.
Fra i suoi lavori recenti : ‘Le Bruit du Sensible’ (Ed.du Cerf, 2013), ‘Logique du Phénomène’ (Ed. Hermann, 2016) e ‘L’Adresse du Réel’ (Vrin, 2017)” .
Sono stati tradotti in italiano: “ I confini dell’intenzionalità”, Milano, Bruno Mondadori,2008 e “Concetti e frontiere. La mappa del nostro mondo”, Torino, Rosemberg & Sellier, 2011.

Silvana Prosperi, ideatrice del Festival, ha dichiarato: “Siamo particolarmente felici di questa decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità. La città di Pescara ha risposto numerosa alle tre giornate di eventi che abbiamo organizzato all’Aurum. Il tema di quest’anno ‘nel Web – Mobilitazione totale Connessione generale’ ci ha permesso di affrontare con i nostri relatori provenienti dal mondo della filosofia, della comunicazione, della psicologia, della sociologia questioni attuali come i cambiamenti linguistici, comportamentali, collettivi che si stanno verificando velocemente in parallelo alle nuove tecnologie dentro e fuori il web.
Solo per fare alcuni esempi: come cambierà il mondo del lavoro con l’arrivo dei robot? L’utilizzo dei social network ci rende più o meno soli? Come rispondere responsabilmente – sia singolarmente sia come società civile – all’odio in rete?“

INFO Facebook: https://goo.gl/A3YsVy
web: www.itinerarilaici.it/decima-edizione-2017

Organizzazione:
Associazione Itinerari Laici

Collaborazione Scientifica:
LabOnt Maurizio Ferraris

Coordinatrice organizzativa:
Silvana Prosperi

Comitato organizzativo:
Muni Cytron,
Michele Meomartino,
Greetje Van der Veer,
Paolo Visci

Promozione / Ufficio Stampa:
Associazione A.C.M.A
Valentina Angela Stella

 

Associazione Itinerari Laici
www.itinerarilaici.it
www.laicofestival.it
itinerarilaici@gmail.com

Grande successo per la prima giornata della decima edizione

Comunicato stampa

Pescara 21 ottobre 2017

Grande successo ieri per la prima giornata della decima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità in corso all’Aurum di Pescara.
Dopo l’apertura con i brani di Alan Di Liberatore eseguiti al violoncello, si è tenuta la tavola rotonda su “Tecnologia tra Diritto e Società” con il giudice Amedeo Santosuosso e la professoressa Eide Spedicato Iengo, e la moderazione del giornalista Fabrizio Masciangoli. Si è discusso del passaggio dal diritto 1.0 al diritto 3.0, dell’impatto delle nuove tecnologie nei rapporti sociali, dell’effetto che i robot potrebbero avere sul mercato del lavoro, andando a sostituire l’uomo in molte funzioni, dell’hate speech su internet, delle fake news, di scienza e democrazia. Al termine del dibattito dei relatori, vi è stata la discussione con i presenti in platea.

Il programma di oggi:
sabato 21 ottobre 2017AURUM Pescara, Sala Francesco Paolo Tosti, piano terra

h. 17.30 Lidia MENAPACE Il futuro, nuova forma di patriarcato?

h. 18.00 Eleonora DE CONCILIIS Psychonet. Normalizzazione sociale e scomparsa
della realtà

h. 18.30 Antonio CIANCARELLI Modernità e disagio. Una lettura psicoanalitica

Domani, invece, nell’ultimo giorno della manifestazione culturale organizzata da Silvana Prosperi dell’Associazione Itinerari Laici, in collaborazione con la Tavola Valdese e Labont Ontologia diretto dal professore Maurizio Ferraris verrà consegnato il Premio Laici per il Mediterraneo 2017 a Jocelyn Benoist, Professore ordinario di Filosofia contemporanea e di filosofia della conoscenza all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne.

Il programma di domani:
domenica 22 ottobre 2017 AURUM Pescara, Sala Francesco Paolo Tosti, piano terra

h. 10.00 Vera GHENO Tipini da social – Stereotipi comunicativi in rete

h. 10.45 Michèle GENDREAU-MASSALOUX La mobilitazione scelta

h. 11.00 Maurizio Ferraris La rivoluzione documediale

h. 11.30 Dialogo traJocelyn BENOIST, Maurizio FERRARIS
Costruzione o decostruzione della conoscenza?

h. 12.30 ASSEGNAZIONE DEL PREMIO “Laici per il Mediterraneo 2017”

Eppure l’Università ha trovato la strada. Maurizio Ferraris da Harvard

http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/eppure-l-universita-ha-trovato-una-strada.flc

di Maurizio Ferraris

SCRIVO dall’università di Harvard, a Cambridge, in Massachusetts. Lo avvertite come una spacconata? Ovviamente sì. Se vi dicessi «sono a Torino, Piemonte, Italia», dove insegno, vi chiedereste: e allora? In questa differenza si nasconde, credo, tutto il disagio dell’università italiana, ed europea in generale. Un certo numero di università americane e inglesi hanno imposto il loro brand, indubbiamente con merito e tenacia, ma contemporaneamente si è assistito, dal dopoguerra in avanti, a una perdita di prestigio di tutte le università europee.

UNIVERSITÀ che peraltro fornivano e forniscono eccellente insegnamento a prezzi molto più bassi, e talora gratis.

Il fatto di essere generalmente università statali, implicate in un processo di educazione nazionale, ha poi imposto alle università europee di adeguarsi a una maggiore richiesta di educazione (il famoso “Processo di Bologna” per l’uniformazione dell’insegnamento superiore in Europa, che è del 1999). Si è proceduto dunque a una standardizzazione al ribasso e animata da idee populiste, che ha coinciso con assunzioni di massa di docenti. Poi si è proceduto al fenomeno inverso, insistere (giustissimamente) sulla meritocrazia, ma stabilendone i criteri attraverso parametri insufficienti e mal studiati (come ad esempio il fatto che in filosofia, la mia disciplina, contino di più gli articoli in riviste di fascia A che le monografie).

Non sono tuttavia tra coloro che ritengono che queste trasformazioni abbiano affossato l’università. Certo l’ondata populista delle riforme Berlinguer e Gelmini ha prodotto grandi danni, ma al tempo stesso ha costretto a ripensare alle discipline e all’organizzazione universitaria. E la meritocrazia mostruosamente imperfetta che è stata difesa dall’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) è pur sempre un processo senza il quale l’idea stessa di università è impensabile. Anzi, dopo 43 anni passati in università, come studente, poi come precario, infine come professore, è la prima volta che ho l’impressione di essere in un’università come avrei sempre voluto che fosse, e comunque molto migliore di quella che ho conosciuto da studente e da giovane professore. Spiego rapidamente perché.

Meritocrazia. Tradizionalmente (così suonava una battuta tragicamente vera) il professore nominava un successore più stupido di lui e così via, sino a che veniva fuori uno talmente stupido che per sbaglio nominava un intelligente. Ora non è più così. Ripeto, i criteri di valutazione della ricerca sono altamente contestabili (una volta al mio libro più noto e discusso internazionalmente — parametri giustamente riconosciuti dall’Anvur — un anonimo valutatore ha dato uno zero secco), ma si è creata una griglia che definisce quali sono le caratteristiche necessarie per essere un buon professore (ricerca, organizzazione della ricerca, insegnamento), che fa sì che coloro che vengono reclutati oggi siano mediamente superiori a coloro che sono stati reclutati prima. Il che significa: una università migliore.

Trasparenza. I concorsi sono tutti visibili sul web. Questo non è un merito dell’università, ma la rende migliore. Che ora scoppino così tanti scandali deriva dal fatto che chi può e chi vuole è in grado di far sentire le proprie ragioni. Ovviamente ci sarà sempre chi cerca di aggirare le regole, ma le regole ci sono, e chiare, per chi le vuole seguire, il che tra l’altro rende possibile denunciare gli abusi, cosa che prima era praticamente impossibile. Se vogliamo, i concorsi universitari sono passati dall’epoca dell’Inquisizione e dei processi segreti all’epoca dei processi pubblici (che ovviamente sono fallibili o possono essere truccati, ma qui, invece che là, c’è modo di intervenire).

Internazionalità. Ora i professori, e ancor più gli studenti, hanno imparato che l’italiano non basta, e che la circolazione internazionale delle idee richiede una lingua internazionale. Questo fa dell’università una vera università, una istituzione cosmopolitica. A Torino non abbiamo la babele di lingue che si sentono parlare nelle vie di Cambridge, ma, per esempio, l’attivazione di un corso di filosofia in inglese sta incominciando ad ampliare l’utenza, e questo crea un circolo virtuoso (gli studenti, diventati professori, inviteranno i loro professori, ecc.: ecco perché gli americani vanno dappertutto mentre gli italiani a lungo hanno dovuto accontentarsi di andare in Paradiso).

Decostruzione. Gli scossoni che il mondo sociale, la tecnologia, e spesso l’insipienza dei riformatori, ha dato all’università ha costretto a ripensarla da cima a fondo. Per esempio, si è riconosciuto che un elemento fondamentale della ricerca è comunicarla nei media (quando ero studente lessi una stroncatura di Sartre definito «giornalista»). Si è ridotto il peso degli insegnamenti storici (peraltro importantissimi, ma che non bastano a fare una università). Si è ripensata la funzione e il campo delle discipline umanistiche, che non sono soltanto la trasmissione di un canone, ma anche l’invenzione del nuovo.

Invenzione. Proprio questo è il punto a mio parere decisivo. Il web ha prodotto un fenomeno banale ma determinante. Le conoscenze standard sono a disposizione di tutti, quindi la funzione di mera trasmissione del sapere non è più interessante per l’università. È lo stesso fenomeno che si è prodotto con l’Illu-minismo: la diffusione della cultura ha reso inutili le università in cui ci si limitava a leggere ad alta voce dei manuali, ed è nata la nuova università, puntata sulla produzione del nuovo e non solo sulla trasmissione del vecchio. Proprio questa è la circostanza favorevole per lo sviluppo — che non è un semplice auspicio, abbiamo già molti segni in questo senso, e comunque il mondo va avanti — di una Università 4.0. Un’università in cui la semplice trasmissione del sapere venga garantita (in modo critico e accurato) ma in cui in primo piano stia l’invenzione del nuovo, ossia quello che, spesso senza pensarci, chiamiamo “ricerca”.