Il Prof. Werner Gephart

Il Prof. Werner Gephart ha voluto indirizzare al festival una lettera "di ringraziamento" Assegnazione Premio "Laici per il Mediterraneo" 2014

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Assegnazione Premio “Laici per il Mediterraneo” 2014

gentile Dr.ssa Silvana Prosperi,

gentile Commissione,

caro Maurizio

non avrei potuto immaginare un premio più bello.

1.Prima di tutto, come tedesco, ricevere un premio per il mio amore per il Mediterraneo, un amore – se non addirittura una passione – che porta dal Paese dove crescono i limoni, i sogni poetici di un Mignon di Goethe,  attraverso il Sud della Francia, attraverso la Grecia e Cipro, per poi proseguire per il Maghreb e il vicino Oriente, la Palestina e Israele, fino alla Spagna, al Portogallo e a Marsiglia a Genova, fino ancora alla Sicilia per arrivare finalmente a Pescara……….

Per questo piccolo viaggio intorno al bacino del Mediterraneo mi ci è voluto più di mezzo secolo.

Tutto ciò sarebbe stata banale Bio-Geografia, se non fossimo invece tutti ispirati dallo spirito di Braudel, che ha dato un’espressione così bella al “sentimento Mediterraneo”.

Il Mediterraneo è un mondo del tutto particolare,  luogo di nascita delle religioni monoteistiche, come anche quello del politeismo degli  ” dèi funzionali di Max Weber, il paese di nascita delle grandi culture di diritto in Grecia, in Mesopotamia,  del diritto dei papiri, del diritto romano e musulmano. Infiniti sembrano questi tesori per quanto concerne la cultura, la filosofia, l’arte, la scienza, il commercio e le numerose tecniche culturali.

Il fascino particolare ed esemplare di questo spazio nasce dal fatto che esso abbia travalicato presto i confini nella storia: troviamo la cultura romana in Libano, molti insediamenti greci in Sicilia, tracce impressionanti dell’ Islam in Spagna e in Sicilia e segni  di un Islam del tutto diverso, quello turco, nella ex Jugoslavia.

Cosa fa di questo spazio una unità? Il mare, il vino, l’olivo, gli aranci, il grano, il clima, che attira i turisti, il modo di vivere mediterraneo, i luoghi antichi dei ricordi. Non  stupisce che Fernand Braudel, il grande storico francese e fondatore della scuola delle Annales, abbia individuato nel Mediterraneo il suo luogo mitologico e metodologico della ” longue duree”.

Sarà in grado questa varietà, questo sistema di reti, di innescare un nuovo ordine politico istituzionale, che confina con l’area del conflitto del Vicino Oriente ?

2.Perché le guerre, i terrori e gli orrori  – come nella seconda guerra nella Striscia di Gaza, l’orrore dello Stato islamico radicale,  della islamizzazione sub cutanea di stati che prima erano laici,  che eliminano la differenza con il salafismo  – il colonialismo, la schiavitù  e i regimi autoritari si sono tutti sviluppati sotto il medesimo sole e sulle medesime onde del Mare nostrum, come anche i grandi momenti dell’umanità che ho accennato?  Allo stesso tempo il Mediterraneo non è sempre un luogo della pace,  come invece sembra possibile guardando alla storia recente dell’Europa centrale. Si può imparare qualcosa dai processi di costruzione della Comunità Europea per comprendere la complessità di questi eventi?

È forse il progetto laico la chiave per la pace perpetua  – o una pace almeno temporanea – tra i popoli? A me sembra che sia esplosa una lotta tra due “Geltungskulturen” ( culture di validità) – che sono più di due civilizzazioni – secondo il discorso che ho sviluppato insieme a Raja Sakrani, in cui si confrontano l’identità laica e l’ identità religiosa in un antagonismo senza speranza di conciliazione. L’aspirazione religiosa dell’usurpazione dello spazio pubblico, del pensiero pubblico, mentre scompare –  anche se è forte – il grido di consenso delle persone non- religiose;  oppure il grido  – con il suo potere dissociativo –  di coloro che vogliono bandire del tutto le religioni dallo spazio pubblico.  Questo conflitto, alimentato anche da interessi politici ed economici, fa esplodere poteri distruttivi. Abbiamo quindi bisogno di un ordine, un ordine normativo  – che di solito è una Costituzione –  che conferisca a queste due forze un posto proprio,  legittimo, nel quale entrambe, ciascuna nel proprio “Geltungsanspruche”( pretese di validità ) possono eliminare il sacro, o il non-sacro, oppure possano realizzarlo secondo le forme più adatte e secondo la loro opinione del mondo. Solo se i due “Geltungsanspruche “( pretese di validità ) vengono confinati, quindi se quelli mossi da sentimento religioso riconoscono il diritto della Libertà altrui di interpretare la non-religiosità, e se i secolari prendono sul serio il bisogno dell’altro di vivere la propria religiosità,  possiamo finalmente immaginare un Mediterraneo di pace  – e magari anche coltivare la speranza di renderlo una realtà.

Quindi Vi ringrazio ancora di questo onore. E mi auguro  per tutti noi che non si perda la fede nel potere della parola all’interno di uno spazio, che  è l’ habitat di così tante voci. Questo luogo è il Mediterraneo, che adesso deve diventare un mare “nostro”, Mare nostrum, che realizzi la promessa kantiana dell’ ius cosmopoliticum, e cioè l’ospitalità.
– Werner Gephart