Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


sabato 26 ottobre 2013

Pescara – Partecipazione all’inaugurazione del VI Festival Mediterraneo della Laicità


Pescara - Inaugurazione VI Festival Mediterraneo della Laicità 
Silvana Prosperi e Paolo D'Arpini

Altro giro…. altro regalo…… in questa settimana intensa con Paolo, uno degli appuntamenti più attesi era questo “Festival Mediterraneo  della Laicità” di Pescara, che ha visto la presenza come “relatore” di Paolo che apriva una tre giorni ricca di idee e stimoli. Noi siamo stati presenti solo all'inaugurazione per precedenti altri impegni, ma è stata una giornata intensa e piena di emozioni, parole, sguardi, amicizie vecchie e nuove, in un clima di accoglienza perfetta di cui siamo molto grati ai nostri ospiti.
Il titolo dell’intervento di Paolo era “Le questioni della vita come questioni politiche, per una politica critica del modo di vivere. Presentazione di Riciclaggio della Memoria di Paolo D’Arpini” all’interno del quale lui ha solo in minima parte letto alcuni appunti che aveva preparato, ma come spesso accade, quando si coglie un pubblico attento (non distratto), guardando negli occhi i presenti escono direttamente dal cuore le sue idee, che lui è sempre ben felice di condividere.
Sono idee non nuove, solo che sono battezzate con neologismi che però, almeno secondo me, riescono a “illuminare” e descrivere quello che tutti noi (che cerchiamo un modo di vivere sincero, onesto e di presenza alla vita) sentiamo in fondo al cuore, anche se in parte l’abbiamo dimenticato, ricoperto dalle sovrastrutture imposte dalla società in cui viviamo, per comodità, per abitudine, convenzione, pigrizia, accondiscendenza, con quella situazione in cui ci troviamo, in cui però ci sentiamo stretti, non liberi.
All'Aurum c’era un pubblico serio, attento, delle “belle occasioni”. Alla fine ci sono state diverse domande ed interventi, tra cui: “Ma se leviamo alla vita le cose superflue… cosa rimane? Dobbiamo forse diventare monaci?”

E’ ovvio che la risposta (almeno per me) è che la vita è BELLA per quello che è in una semplicità relativa alle cose materiali, con la riscoperta e la valorizzazione di cose “altra”… le vogliamo chiamare spirituali?, la condivisione, l’affetto, l’amore, la convivialità, l’arte, le arti, che possono avere un gran valore senza avere un gran prezzo e senza comportare la necessità di un accumulo, ma la gioia di viverle nel momento presente.
Gioia di vivere come quella provata nella serata che è seguita all’incontro ufficiale, a casa di Silvana e Paolo, accoglienza generosa e piena di calore e di reciproco interesse, ognuno con le sue peculiarità, in piena libertà espressiva.
Caterina Regazzi


Sala d'attesa - Paolo D'Arpini e Michele Meomartino

Pescara - Festival della Laicità - Scorcio della Sala  Aurum 

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