Presentazione in anteprima del libro "C'è chi dice no"
 

sabato 15 ottobre 2011 ore 17.30-18.30
Ex Aurum



Chiara Lalli
 

C’è chi dice no
Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza
Il Saggiatore, 20 ottobre 2011

 

Provate a domandarvi: “chi sono gli obiettori di coscienza?”.

In molti mi hanno risposto: “i medici che non vogliono eseguire aborti per ragioni di coscienza”.
La risposta è parziale e approssimativa. C’è di mezzo anche una questione anagrafica: oggi, al contrario di qualche tempo fa, di obiezione di coscienza si parla soprattutto in campo sanitario. Inoltre l’interruzione di gravidanza è uno dei temi più controversi dal punto di vista morale.

 

La risposta però è soprattutto l’effetto di un profondo cambiamento semantico avvenuto in questi anni.

Questo cambiamento è stato consacrato quando il diritto alla obiezione di coscienza è entrato come diritto positivo nelle leggi italiane: prima con il servizio civile alternativo alla leva, poi con la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza e la legge 40 sulle tecniche riproduttive.

Fino ad allora chi sceglieva l’obiezione di coscienza si opponeva a una legge, a un divieto o a una imposizione. Era un reo.

Poi sono stati tracciati dei confini legali.
Una specie di riserva in cui gli obiettori potevano essere addomesticati. L’obiezione di coscienza è entrata nel sistema normativo e l’obiettore, seppure a certe condizioni, è stato autorizzato dalla legge.