All'Aurum di Pescara, sabato 15
e domenica 16 ottobre 2011,
appuntamento con il Quarto
Festival Mediterraneo della
Laicità.
L'associazione
Itinerari Laici, con la sua
attività, ha l'obiettivo di
stimolare e favorire il dialogo
fra chi vive all'insegna del
rispetto reciproco.
Vuole dunque essere un punto
d'incontro fra studiosi,
pensatori, cittadini.
Direttore scientifico è Giacomo
Marramao.
Il nostro essere al mondo è significato dai nostri corpi e su di
essi si realizza l’incessante codifica simbolica delle
relazioni umane.
E’ stato Michel Foucault a mostrare come il discorso principale
dell’epoca moderna trovi il suo terreno più fecondo negli
ambiti esplicitamente corporei dell’anatomia e della
medicina, e si connetta con una costante “assoggettazione”
dei corpi grazie ad una continua produzione di norme e di
prescrizioni.
Nella modernità i discorsi scientifici sul corpo si moltiplicano
e il corpo diviene uno spazio di significazione simbolica
politicamente
rilevante.
Su di esso, afferma Foucault, il potere
inscrive le sue prescrizioni, le quali, tuttavia, non si
limitano a reprimere e a circoscrivere entro regole rigide
il corpo nella sua spontaneità.
Attraverso il discorso scientifico, sfera di
produzione del sapere che è immediatamente anche ambito di
operatività del potere, la superficie corporea viene infatti
descritta, sezionata, penetrata, attraversata, fino negli
aspetti più dettagliati.
Il sapere scientifico mira infatti a produrre
un’assoggettazione del corpo che può avvenire solo
attraverso una “costruzione” dello stesso.
La proliferazione discorsiva dei saperi si
spiega in questo contesto “costruttivo”: solo un corpo
minuziosamente attraversato da discorsi scientifici (medici,
anatomici, psicanalitici) può essere un corpo docile e
assoggettato.
Foucault individua nei meccanismi di
“produttività” normativa - ossia nella produzione
intellettuale di sapere scientifico e filosofico - il modo
in cui il potere costruisce il Soggetto che desidera,
facendolo dipendere in tutto e per tutto dalla propria
funzione ordinante e normale.
Il risultato della costruzione consiste in
corpi già da subito sottomessi alla scienza medica, pulsioni
e desideri già “raccontati” dalla psicanalisi, identità
sessuali definite e finalizzate alla stabilità familiare e
all’economia riproduttiva.
Il potere, in ultima analisi, non è altro che
una grande rete di sapere, che costantemente si rinnova
producendo norme. Esse funzionano proprio come un meccanismo
di normalizzazione:
stabilendo cosa è “normale”, la produzione scientifica
“normativa” stabilisce anche cosa normale non è.
Il dibattito su questi temi consente di criticare questi ed altri
dispositivi di
potere, decostruendoli.
Foucault sottolinea con particolare forza la
valenza etica della critica quale strumento di denuncia e
dunque di resistenza al gioco che lega potere e verità.
La critica come “arte di non essere
eccessivamente governati”, come scelta di coraggio, si
delinea come un vero e proprio stile di vita che segna
“l’autonomia etica di ogni individuo”, attraverso un lavoro
di costruzione, di progettazione della propria esistenza.
Tale esperienza pratica si esprime come
esercizio di una libertà che va ricercata ed agita nella
concretezza storica di un presente che è essenzialmente
portatore del nuovo.
L’autonomia etica di ogni individuo, d’altra
parte, di cui la libertà si sostanzia, consiste nella
possibilità di vivere
laicamente lo spazio delle relazioni sociali e
politiche.
quarto
festival
mediterraneo della laicità
pescara, sabato 15 e domenica 16 ottobre 2011
via D'Avalos angolo via Luisa D'Annunzio - Pescara
Tel. 085 4549508
Mappa
Due giornate dedicate al
dialogo ed al confronto
LAICITà
E CORPO
Programma
sabato 15
ottobre 2011
SALUTE/MALATTIA à AUTONOMIA/ETERONOMIA
ore 16.30
Logica e codificazioni della malattiaFilomena GALLO
ore 17.30 Il
corpo del reato: l'aborto e la coscienzaChiara
LALLI
Il CORPO TRA FISICA E METAFISICA
ore
18.30
L’Anima e l’iPad
Maurizio FERRARIS
domenica
16 ottobre 2011
CORPO/ESPERIENZA à
CORPI STANZIALI, CORPI VIAGGIANTI /CORPI CYBORG
ore 10.30
Incontro
con Antonio GNOLI
DIRITTO/INIMICIZIA
ore 11.30
L’Inimicizia, l’Umanità, le Guerre
Eligio
RESTA
DESIDERIO E NORMA/PASSIONE E INDIFFERENZA àRELAZIONE TRA CORPI
nel MEDITERRANEO IN RIVOLTA
ore 16,30
Incontro
con Franco RIZZI
ESPRESSIONE/COMUNICAZIONE àLINGUAGGI DEL CORPO
TEATRO - ARTE - MUSICA - CINEMA E NUOVI MEDIA
ore 17.30
Tavola
rotonda
Alberto ABRUZZESE, Cinzia DATO, Giacomo MARRAMAO
al termine
Assegnazione del Premio
“Laici per il Mediterraneo” 2011 a
Irfanka Pašagić
presentano all'interno
del Festival Mediterraneo della LaicitàCORPO / ARTE
SANTIAGO
SIERRA
"espreado
de poliuretano sobre 18 personas" 2002
CHEN
CHIEH-JEN
"Lingchi
- Echoes of a Historical Photograph" 2003
Saluterà le Associazioni, le amiche e gli amici della rete
abruzzese di "Adopt Srebrenica" anche per valutare
insieme i risultati e le prospettive del Progetto, alla
conclusione della V SETTIMANA INTERNAZIONALE da poco
svoltasi a Tuzla-Belgrado-Srebrenica.
L’incontro è
pubblico e aperto a tutti quelli che hanno il desiderio di conoscere
una delle donne più attive, instancabili e intelligentemente
impegnate in Bosnia, al di fuori di ogni schematismo etnico e di
parte, per offrire una prospettiva di futuro, in particolare ai
bambini e alle donne di Srebrenica, travolti dal genocidio del 1995.
In copertina: Roma 1977. Uno
sguardo, foto di Tano D’Amico.
Presentazione in anteprima del
libro "C'è chi dice no"
sabato 15 ottobre 2011 ore 17.30-18.30
Ex Aurum
Chiara
Lalli
C’è chi dice
no
Dalla leva all’aborto. Come
cambia l’obiezione di coscienza
Il Saggiatore, 20 ottobre 2011
Provate a
domandarvi: “chi sono gli obiettori di coscienza?”.
In molti mi hanno risposto:
“i medici che non vogliono eseguire aborti per ragioni di
coscienza”.
La risposta è parziale e approssimativa. C’è di mezzo
anche una questione anagrafica: oggi, al contrario di
qualche tempo fa, di obiezione di coscienza si parla
soprattutto in campo sanitario. Inoltre l’interruzione di
gravidanza è uno dei temi più controversi dal punto di
vista morale.
La risposta però è
soprattutto l’effetto di un profondo cambiamento semantico
avvenuto in questi anni.
Questo cambiamento è stato
consacrato qu
ando il diritto alla obiezione di coscienza è
entrato come diritto positivo nelle leggi italiane: prima
con il servizio civile alternativo alla leva, poi con la
legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza e la
legge 40 sulle tecniche riproduttive.
Fino ad allora chi
sceglieva l’obiezione di coscienza si opponeva a una legge,
a un divieto o a una imposizione. Era un reo.
Poi sono stati tracciati
dei confini legali.
Una specie di riserva in cui gli obiettori potevano essere
addomesticati. L’obiezione di coscienza è entrata nel
sistema normativo e l’obiettore, seppure a certe condizioni,
è stato autorizzato dalla legge.
Qual è il significato
originario della obiezione di coscienza?
L’obiezione di coscienza è
un esempio illuminante dei rapporti tra le scelte
individuali e le leggi dello Stato; tra l’ambito normativo e
lo spazio della nostra morale.
La libertà di scelta altrui non è minacciata dalla
decisione dell’obiettore genuino, se non in un senso debole
per cui ogni nostra azione riguarda anche gli altri.
Il conflitto non è tra un
singolo e l’altro, ma tra un singolo e l’obbligo di
rispettare un divieto o un ordine la cui violazione non lede
il diritto di qualcuno. Non è un diritto positivo, ma un
modo per “sottrarsi” – in via eccezionale – a una qualche
norma.
Anteporre un dovere morale
a una legge comporta però un prezzo da pagare, spesso molto
alto. L’obiezione di coscienza, inoltre, è una azione
pacifica e individuale.
Il profilo dell’obiettore
ha subìto negli ultimi anni un vero e proprio
stravolgimento e oggi l’obiezione di coscienza è spesso
usata, senza troppi complimenti, come un ariete per
contrapporsi a diritti individuali sanciti dalla legge. È
frequente che lo scontro sia tra un singolo e l’altro: “i
medici che non vogliono fare aborti per ragioni di
coscienza” entrano direttamente e personalmente in conflitto
con le donne che richiedono quel servizio previsto dalla
legge 194.
La manipolazione del suo significato è
compiuta: l’obiezione di coscienza è spesso brandita come
arma contro l’esercizio delle singole volontà.
È un destino buffo per uno strumento dal
sapore liberale e libertario, più affine all’individualismo
e alla disobbedienza civile che all’autoritarismo e al
moralismo legale.
Da Antigone alle donne che oggi chiedono
di abortire, passando per il Dr House e per i medici che non
vogliono prescrivere la contraccezione d’emergenza,
l’odierna obiezione di coscienza merita una riflessione
attenta.
Non possiamo più eludere alcune domande:
come può funzionare un servizio fiaccato dal 75% di
defezioni (questa è la percentuale nazionale degli
obiettori di coscienza rispetto alla interruzione di
gravidanza)?
È
giusto scegliere una professione e poi chiedere un esonero?
Perché dovrebbe valere solo per i medici, e non
per gli avvocati, i giudici o le forze dell’ordine?
Associazione Tuzlanska Amica Tuzlanska Amica è un'Associazione bosniaca
fondata nel 1994 dalla dottoressa Irfanka Pašagić che opera nell´area circostante Tuzla, città dichiarata enclave per tutti i profughi
provenienti dalle zone di Srebrenica, Bratunac e da altre
città martoriate dalla guerra.
L´Associazione è formata da un'équipe di donne, tra cui
psicologi e medici, e offre assistenza alle donne e ai loro
bambini, aiutandoli a superare i traumi subiti durante il
conflitto bellico.
Dalle donne l'intervento progressivamente si è orientato
anche ai gruppi familiari, assistendo anziani e disabili.
Senza dubbio sono i bambini la categoria più a rischio, ed è
su di loro che Associazione Tuzlanska Amica sta concentrando
le sue attività.
Grazie a un progetto di adozioni a distanza (in
collaborazione con alcune associazioni italiane)
Associazione Tuzlanska Amica è riuscita a dare una famiglia
a circa 950 ragazzi, diventando uno dei pochi luoghi dove la
popolazione locale può ricevere aiuto psicologico e
assistenza medica, sociale e legale.
Le principali attività di Associazione Tuzlanska Amica
consistono in assistenza medica generica e ginecologica,
sostegno psichiatrico e terapia psicologica, attività
culturali e ricreative per i bambini.
un programma di
Gabriella Caramore;
a cura di Paola Tagliolini;
in redazione e in regia Antonella Borghi;
consulenza musicale di Cristiana Munzi
Uomini e Profeti
è una trasmissione che si
muove sulla linea di confine tra le fedi religiose e la
complessità del mondo in trasformazione. Nata nel 1982, con
l’obiettivo di interrogare i grandi temi, i testi, le
esperienze e le storie delle tradizioni spirituali di tutti
i tempi, dal 1993 si è data una doppia articolazione: da un
lato le questioni più pressanti e talvolta più drammatiche
che si intersecano con gli orizzonti del religioso (il
sabato con “Fedi e Mondo”); dall’altro una riflessione
analitica e critica sulle Scritture fondative delle diverse
tradizioni, da quest’anno dedicata in particolare alla
conoscenza del testo biblico (domenica con “Leggere la
Bibbia”). Uomini e profeti - che dal 1993 è ideato e
condotto - da Gabriella Caramore - vuole essere un
luogo di libertà e di confronto, un esercizio della parola,
dell’ascolto dell’incontro.
con Irfanka Pašagić,
Parisa Nazari e
Sandra Petrignani
C'è un tempo per ricongiungere e uno
per separare, potremmo dire con
Qohélet. Di ricongiungere si
preoccupa IrfankaPašagić,
neuropsichiatra originaria di
Srebrenica , che ha fondato una
associazione per cercare di
alleviare le sofferenze degli ex
abitanti delle zone della Bosnia
colpite dalla guerra e sottoposte
alla pulizia etnica, che domenica 16
riceverà a Pescara il Premio del
Festival Mediterraneo della Laicità
Collegamento
al sito di RAI 3 (veloce)
Cliccare su Ascolta sotto il titolo
fedi e Mondo Collegamento al nostro sito (lento)
realizzata giovedì 13 ottobre 2011
collegamento al sito di RR (veloce)
Il quarto Festival Mediterraneo della Laicità
Intervista a Silvana PROSPERI
durata
13' 2''